08/01/2012

Olbia e la costa come Cortina

OLBIA. Overdose di bacchetta magica. Porto Cervo scopre di essere la terra dei miracoli seriali che trasforma i proletari in portentosi possessori di fuoriserie, aerei e yacht. Il blitz di Cortina quasi non fa notizia nelle stanze della guardia di finanza e dell'Agenzia delle entrate della Costa Smeralda. E se l'Italia tartassata e sempre più assetata di giustizia fiscale scopre i trucchi da guardone degli Sherlock Holmes di Stato che frugano nei 740, da tempo a Porto Cervo il sistema Cortina è routine. Senza impatto mediatico le fiamme gialle prendono nota dei numeri di targa delle fuoriserie che sgommano tra ville e hotel a 5 stelle.

Ma non solo, annotano con attenzione i nomi dei proprietari degli yacht, e di chi plana con il proprio jet in aeroporto. Centinaia di paperoni in incognito, di milionari in nero, che dopo un inverno operaio si godono la loro estate tutta yacht, jet, paillettes. Poveri con una miracolosa capacità di acquisto. Dichiarano meno di 30mila euro all'anno, ma sciamano tra i saliscendi del Porto vecchio con la loro Ferrari. Dal comando delle fiamme gialle non rilasciano dichiarazioni ufficiali, ma fanno capire che i 42 furbetti in Suv e supercar scoperti a Cortina fanno quasi sorridere. I numeri tra le mani della guardia di finanza sono molto più elevati. Ma i dettagli devono restare top secret. E anche sui sistemi che vengono utilizzati per scovare i furbetti c'è il massimo riserbo. Il lavoro di censimento dei poveri milionari è solo il primo passo. Il miracolo della trasformazione di operai in nababbi viene segnalato al cervel

lone centrale dell'Agenzia delle entrate e ai comandi della guardia di finanza della provincia di provenienza del turista.

Un sistema infallibile che ha permesso ad agosto, solo per citare un caso, di scovare un distratto milionario russo con villa a Cala Granu, piscina e jet. Il magnate, residente in Italia, si è dimenticato di dichiarare al fisco il proprio reddito. In tre anni ha accumulato 3 milioni di euro di tasse non pagate. A tradire l'uomo è stato il suo tenore di vita in Costa Smeralda, tra auto di lusso, feste e ville.

Il primo controllo ai milionari viene fatto appena il jet tocca terra. In estate le fiamme gialle puntano la loro attenzione anche sullo scalo che accoglie i voli privati. A suo modo una sorta di posto di blocco. Gli uomini della guardia di finanza con la massima discrezione controllano i tantissimi aerei che planano sul Costa Smeralda. Al setaccio tutta la documentazione delle Rolls Royce dei cieli. Ma le fiamme gialle non si limitano chiedere patente e libretto e a verificare bollo e assicurazione. In realtà gli 007 del fisco vogliono comprendere a chi siano intestati i jet ed elicotteri. Spesso sono di proprietà di società con sede all'estero, in paradisi fiscali, o Stati in cui per l'acquisto di aerei o elicotteri c'è un regime fiscale agevolato. Allo stesso modo anche gli yacht nei porti turistici a cinque stelle della Costa Smeralda vengono passati al setaccio. Si verificano sempre proprietà e luogo di provenienza delle imbarcazioni che in estate affollano le coste della Gallura. Ma per la guardia di finanza questa è in realtà la prima fase, quella di acquisizione dei dati.

L'attenzione degli investigatori è rivolta al grande assalto alla Costa Smeralda. Uno degli aspetti più complicati è riuscire a mettere ordine tra gli imprenditori mordi e fuggi. Arrivano a giugno, sollevano la saracinesca e aprono la loro attività. Il 20 agosto hanno già smontato tutto. Cavalieri neri che surfano sull'onda della stagione. Succhiano i profitti e vanno via. Molti di loro sono fantasmi per il fisco. Pane per gli agenti segreti con la biro.

Ma non si va solo alla ricerca dei fantasmi. Il cerchio si stringe anche sulle attività che lavorano alla luce del sole. Spesso gli uomini delle fiamme gialle e dell'agenzia delle entrate mescolati con gli anonimi milionari passeggiano nel negozio dei negozi, nelle vie intorno alla Piazzetta, un'esposizione permanente del capitalismo griffato. Entrano con discrezione, controllano scontrini, ricevute. Ma il loro imperativo è vivere nell'ombra. Solo qualche sussulto mediatico quando nella rete dei controlli finisce la star. Questa estate era finito nella padella della guardia di finanza Marco Predolin in versione ristoratore. Le fiamme gialle avevano contestato al presentatore un centinaio di ricevute non regolari rilasciate nel suo ristorante di Porto Rotondo. Per loro solo uno dei tanti casi.

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07/01/2012

cig 2011

Inps: nel 2011 cassa integrazione in calo e domande di disoccupazione in lieve crescita

Durante l'anno appena trascorso sono state autorizzate 953 milioni di ore di cig, ovvero il 20,8 per cento in meno rispetto al 2010. A novembre le richieste di sussidio sono state 126 mila contro le 123 mila del 2010, mentre quelle di mobilità sono diminuite del 19,6 per cento

Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua

 
Ore di cassa integrazione in calo, domande di disoccupazione in lieve crescita. Nonostante il perdurare della crisi economica, i dati comunicati dall’Inps fanno segnare un trend non negativo. Durante l’anno appena trascorso, infatti, sono state autorizzate complessivamente 953 milioni di ore di cassa integrazione, ovvero il 20,8 per cento in meno rispetto al 2010. A dicembre 2011, inoltre, c’è stato un calo del 24,3 per cento (60,8 milioni) rispetto a novembre (80,3 milioni), dato ancor più significativo se paragonato allo stesso mese del 2010, rispetto al quale si è registrato un calo che sfiora il 30 per cento (86,5 milioni di ore). Entrando nello specifico, il calo maggiore è quello dell’integrazione straordinaria (cigs)  - quasi dimezzata da 43,2 a 23,5 milioni (-45,5 per cento), mentre sono più contenuti i segni meno per la cassa in deroga (-21 per cento) e della cassa integrazione ordinaria (-6,7 per cento), che si traducono nella riduzione dei settori industria (-3 per cento) ed edilizia (-22,6 per cento). Positivo anche il dato congiunturale, che evidenzia una diminuzione delle ore di cigo (-5,7 per cento), di cigs (-36 per cento) e degli interventi in deroga (-22,7 per cento). Se si analizzano i dati tendenziali, invece, i valori cumulati nel 2011 mostrano che la diminuzione del 20,8 per cento rispetto al 2010 è determinata dalla forte riduzione della cigo (-33,8 per cento), che fa segnare un deciso calo sia per l’industria (-39,5 per cento) sia per l’edilizia (-10,3 per cento), cui si aggiungono le significative diminuzioni della cigs (-15,8 per cento) e della cigd (-15,3 per cento).

Sul tema della perdita o della mancanza di posti di lavoro, invece, a novembre scorso le domande di disoccupazione sono state 126 mila contro le 123 mila del 2010 (+2,7 per cento), mentre le domande di mobilità sono diminuite, passando dalle 8.700 del 2010 alle 7.000 del 2011 (-19,6 per cento). In questi due casi, come di consueto, i dati si riferiscono al mese precedente rispetto a quelli della cassa integrazione.

“I dati di dicembre sono di segno univoco e confermano la diminuzione complessiva delle richieste di cassa integrazione, che si attesta oltre il 20 per cento su base annua – ha commentato il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – Attendiamo ora i dati del tiraggio, che mostrano quanto effettivamente le nostre imprese utilizzano lo strumento della cassa integrazione, per sapere se verrà confermata la tendenza degli ultimi mesi alla contrazione del tasso di utilizzo delle ore di cassa integrazione. Ad ogni modo il volume di richieste di Cig nel 2011, dopo gli anni 2009 e 2010, e il lieve incremento di domande di disoccupazione, confermano la necessaria attenzione da prestare al complesso di strumenti di ammortizzatori sociali”.

I dati sulla cassa integrazione 2011, inoltre, permettono di formulare anche ipotesi sul tiraggio complessivo della cig. Con la possibilità di un trend simile a quello del 2010, è possibile ipotizzare che il numero delle ore effettivamente utilizzate nel 2011 possa attestarsi intorno ai 440 milioni, contro i circa 600 milioni utilizzati nel 2010 e nel 2009, con una diminuzione di oltre il 25 per cento.

20:29 Scritto da: pessimistattivo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

omsa che gambe

Questa volta la crisi non c'entra. Il gruppo GoldenLady ha fatto sapere alle 239 lavoratrici dello stabilimento Omsa di Faenza che il 12 marzo 2012, alla fine della cassa integrazione, saranno licenziate.
Le calze del noto brand saranno in futuro prodotte in Serbia, dove la Golden Lady ha già due fabbriche e dove le buste paga sono decisamente più sottili che in Italia. Aquesto vanno aggiunti da parte della Serbia, secondo Marco Bianchi, autore del testo "Mani Bucate", "sgravi fiscali tra i 5000 e i 10.000 euro annui per ogni posto di lavoro creato nel paese". Omsa e Golden Lady non sono in crisi, non esiste per loro nessun rischio fallimento. Semplicemente il trasferimento conviene alle tasche di Nerino Grassi, il proprietario di Omsa, Golden Lady, Sisì, Philipe Martignon e Filodoro.

La vicenda di Faenza risale al 2010 quando arrivò, all'improvviso e senza nessuna comunicazione ai sindacati, l'avviso di chiusura e l'inizio della cassa integrazione. I macchinari furono immediatamente portati via e rimase solo una produzione minima. Allora nello stabilimento lavoravano 350 lavoratori, quasi tutte donne, ora 30 lavoratrici continuano a tenere aperta la ditta, lavorando su turni di 4 ore per 15 giorni al mese.

La vicenda Omsa è stata immediatamente accompagnata da iniziative di solidarietà. L'ultima è la campagna di boicottaggio lanciata su Facebook dalla pagine "Mai più Omsa", che in 36 ore ha raccolto 40mila adesioni, in continuo aumento. Artisti e musicisti si sono schierati contro la chiusura dello stabilimento di Faenza, il Mei, il Festival della Produzione Musicale e Culturale Indipendente Italiana che si svolge proprio nella cittadina romagnola ha lanciato nel 2010 un contest "Un brano per l'OMSA", vinto dai Khorakhanè con il brano "Ma quale crisi". Le lavoratrici della Omsa hanno anche prodotto un documentario, "Licenziata", fatto in collaborazione con la regista Lisa Tormena che verrà proiettato giovedì 5 gennaio alle 18 in piazza del Popolo a Faenza insieme al Teatro Due Mondi e le Brigate Teatrali con il "cinema volante".
Contro i licenziamenti è stato organizzato anche un mail bombing al Ministro Corrado Passera.

Mentre l'etichetta "crisi" diventa spesso il pretesto per chiedere sacrifici da parte dei lavoratori, nei confronti di imprenditori e aziende, in nome di una generica "solidarietà" nazionale, il caso Omsa dimostra come anche laddove la crisi non c'è a prevalere sono sempre gli interessi dell'1%. A Faenza le lavoratrici non hanno accettato il licenziamento come inevitabile e stanno ancora lottando. L'appello al boicottaggio lanciato a tutti, donne in particolare, vuole essere un segnale anche a chi come Pompea e Calzedonia potrebbero imitare l'esempio della Omsa: "Piuttosto che vestire sfruttamento,le calze ce le disegneremo sul corpo".

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26/12/2011

articolo 18

Non vorranno davvero davvero rimettere in discussione il fantomatico art.18.

L'unica garanzia di lavoro a tempo indeterminato conquistata negli anni.

Ma non sarà che questo governo fa l'occhiolino alla Emma???

11:10 Scritto da: pessimistattivo | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook